Matteo Ricci perde pezzi. Il candidato del centrosinistra a presidente della Regione Marche ha presentato le liste che lo sostengono. "In totale 7 liste e non le 19 di cui tanto parlava a giugno ai suoi elettori - tuona Elena Leonardi, coordinatore regionale nelle Marche di Fratelli d'Italia -. Ormai non solo i cittadini non lo sostengono più da tempo ma persino la sua coalizione lo abbandona e si assottiglia al momento del bisogno. C'era da aspettarselo visto il primo confronto pubblico con Francesco Acquaroli in cui Ricci ha dimostrato di non avere un programma, di non avere un'idea del futuro e di cosa fare per le Marche. Al contrario, ha manifestato solo di voler aumentare le tasse per sostenere tutte le promesse fatte. Ricci perde pezzi per strada".

Nelle scorse settimane l'europarlamentare del Pd ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità in affidi del Comune di Pesaro nella passata legislatura quando era primo cittadino. "Chissà - commenta anche Galeazzo Bignami - se il candidato Ricci si è accorto che la sua coalizione si è ristretta a 7 liste. Con un trucco aveva annunciato il sostegno di 19 sigle che oggi in realtà si dimostrano molte meno, come sempre meno sono i suoi sostenitori. Una coalizione ormai più che dimezzata dopo i trionfali annunci. D'altronde dopo gli imbarazzanti sondaggi taroccati diffusi clandestinamente per provare a contrastare i rilevamenti che danno Acquaroli in ampio vantaggio, l'imbarazzante vuoto di contenuti emerso nel confronto con Acquaroli, i guai sempre maggiori che assediano Ricci e compagnia, come biasimare chi lo sta mollando? Meglio sostenere Acquaroli e il buon lavoro del centrodestra che stanno affermando il protagonismo delle Marche nel sistema nazionale".