Viviamo in un tempo in cui la comunicazione non è più semplice trasmissione di notizie ma campo di battaglia, luogo di conflitto, spazio in cui la propaganda e le fake news si diffondono con una rapidità impressionante, tanto da intaccare la fiducia reciproca e l’orizzonte stesso della democrazia. Non è un caso che secondo il World Press Freedom Index 2025 di Reporters Without Borders oltre metà della popolazione mondiale viva in paesi classificati come «zone rosse» per la libertà di stampa: 4,25 miliardi di persone hanno accesso a un’informazione fortemente condizionata da pressioni politiche, economiche e militari.