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Nell’autunno del 2023 un’email interna della Bibliothèque Nationale de France (BNF) esprimeva sollievo. Il personale della biblioteca aveva controllato la sua collezione dopo che altre due biblioteche francesi avevano denunciato furti di preziose edizioni di libri russi, principalmente di Aleksandr Puškin. Nelle sedi della BNF risultava tutto in ordine, con le prime edizioni di Puškin al loro posto. Solo che non era così. Un successivo esame più approfondito rivelò che al posto di nove originali c’erano copie, fatte così bene da sviare di primo acchito persino esperti che non fossero specializzati in letteratura russa.

Il caso della Bibliothèque Nationale de France, per le sue modalità da film, è il più eclatante della serie di furti di libri russi avvenuta in vari paesi europei tra l’aprile del 2022 e il novembre del 2023. Si è di fatto interrotta con la cattura di Mikheil Zamtaradze, l’uomo ritenuto uno dei suoi ideatori, lo stesso condannato per i furti alla BNF, e un totale di nove arresti, tutti di cittadini georgiani, accusati di aver rubato almeno 170 volumi preziosi per un valore di 2,5 milioni di euro. È una storia che già si conosceva, ma di recente l’Economist ha ricostruito nei dettagli le attività di questo gruppo di criminali, ipotizzando che abbia avuto mandanti in Russia.