New York - Quando entriamo da Osteria Delbianco troviamo l'entourage di Jannik Sinner al completo, lui no, non c’è. “Oggi riposa dopo l’ultima fatica degli US Open”, ci dicono. Un’eccezione alla regola: durante il torneo del Grand Slam a New York, il suo passaggio serale nel locale nel cuore di Midtown Manhattan, sulla 49esima Strada e Madison Avenue, è una consuetudine. “È venuto già diverse sere, giovedì compresa quando, a un certo punto, è arrivato anche Carlos Alcaraz. Si sono incontrati qui e non è la prima volta, è successo anche l'anno scorso”, racconta a Il Gusto Diego Bigucci, lo chef e proprietario del locale, grazie al quale ha portato la tradizione culinaria della sua Emilia Romagna a New York. “Già quattro o cinque anni fa era venuto da noi, e ora torna spesso. Il suo tavolo è lì, il numero 30, lo teniamo sempre per lui - prosegue - predilige la pasta alla bolognese e le scaloppine di vitello, questi sono i suoi piatti preferiti”. Lo chef, originario di Riccione, rivela che il campione altoatesino “è non solo un grande giocatore, ma una bravissima persona, è il numero uno, ma davvero umile, anche quando qualche tifoso va da lui al tavolo, è sempre gentile”.
Dal campo alla tavola










