Integrità del gruppo, risanamento ambientale, decarbonizzazione, garanzie occupazionali.

Sull'ex Ilva i sindacati non arretrano e ribadiscono, incontrando le delegazioni delle forze politiche parlamentari, le proprie richieste per il bando di gara e il rilancio dell'acciaieria.

Con una priorità: il polo Dri, ovvero gli impianti per realizzare il preridotto necessario ad alimentare i forni elettrici, deve sorgere a Taranto.

Per ragioni sia occupazionali sia ambientali. Preoccupazioni raccolte e condivise, seppur da prospettive diverse, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dai partiti dell'arco parlamentare, tra i quali però si registra la mancata partecipazione al confronto con i metalmeccanici del Movimento 5 Stelle.

Il nodo produttivo si incrocia con quello ambientale e il ministro competente Gilberto Pichetto Fratin spiega che l'Aia, l' autorizzazione integrata ambientale, "probabilmente a seguito delle gare dovrà vedere delle modifiche rispetto a quelli che saranno i nuovi modelli di intervento". Ma - ha aggiunto - si tratta di "una valutazione tecnica, di merito, non politica".