Il negoziato potrà andare a buon fine, ma a tre condizioni: rilascio rapido dell’autorizzazione integrata ambientale, via libera a una nave rigassificatrice che dovrà rifornire gli impianti di Dri e alimentare con il preridotto i futuri tre forni elettrici, mantenimento dell’attività produttiva durante la fase di transizione. Su questi tre punti si gioca l’esito positivo della trattativa per la vendita dell’ex Ilva. Parola del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ieri ha prima partecipato al confronto tra governo, azienda e sindacati nella Capitale e poi ha risposto al question time alla Camera.
Sul tavolo, il futuro del colosso siderurgico. «Intendiamo perseguire tutte le strade possibili per garantire la ripresa produttiva in un percorso di piena decarbonizzazione». E queste tre condizioni sono «tutte importanti, necessarie, urgenti e ineludibili». A presiedere la riunione sulla situazione del gruppo Acciaierie d’Italia, il sottosegretario Alfredo Mantovano. «Siamo preoccupati – ha detto - ma non rassegnati». Poi l’appello all’unità di tutte le parti «per affrontare l’emergenza e condividere una prospettiva possibile con le mille incertezze e variabili».
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