Con l’industria stabilmente in recessione, l’agricoltura in netta contrazione e l’Italia ferma – prima ancora che scattassero i dazi di Donald Trump – l’agenda per l’economia non potrà che dominare l’autunno. Nelle mani di Giorgia Meloni resta ora la decisione più difficile: come spendere le sue risorse scarse di bilancio pubblico e i suoi margini di manovra politici per generare l’impatto più concreto. Le leve sono essenzialmente il fisco e il costo dell’energia, tuttora fra i più alti d’Europa e al mondo. La presidente del Consiglio e il suo governo avranno di fronte varie scelte, ma nessuna di esse può soddisfare tutti gli interessi in gioco.
Decreto energia, le ipotesi del governo per ridurre il costo di gas e rinnovabili
La partita aperta dell’idroelettrico. Il peso del «fiscal drag» sulla riforma dell’Irpef
106 words~1 min read







