Immaginate di chattare con Taylor Swift sul bus che usa per il suo tour. O di ricevere avances esplicite da un avatar che ha le fattezze di Scarlett Johansson e vi invita a un incontro. Un'inchiesta della Reuters ha rivelato le ennesime, stavolta eclatanti, defaillance di Meta AI. L'agenzia britannica rivelando come Meta abbia permesso (in alcuni casi persino
contribuito direttamente) la creazione di dozzine di chatbot che sfruttano illecitamente nome e volto di celebrità notissime per scopi ammiccanti e spesso sessualmente espliciti. Il tutto ovviamente senza alcun consenso e con nomi che vanno dalle già menzionate Swift e Johansson fino ad Anne Hathaway e Selena Gomez.








