Somiglia ad un paradosso quello che vede contrapposti il Governo e tre Regioni del Nord, Piemonte, Lombardia e Veneto, sul fronte della qualità dell’aria nel Bacino Padano. I Governi delle tre amministrazioni hanno deciso di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro il Governo nazionale che a giugno ha approvato la legge che delega l’Esecutivo al recepimento della nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria (Legge 91 del 13 giugno 2025, “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti normativi dell’Unione europea - Legge di delegazione europea 2024”).

Regioni in campo

Il provvedimento assegna alle Regioni la responsabilità del rispetto degli standard, mentre lo Stato interviene solo in modo complementare. Ed è proprio questo principio che viene messo in discussione dai governatori locali che non vogliono essere i principali responsabili di garantire gli standard della qualità dell’aria imposti da Bruxelles, anche perché in ballo potrebbero esserci pesanti multe imposte dall’Ue.

Il tema della qualità dell’aria e degli sforamenti rispetto ai limiti imposti da Bruxelles su Co2 e inquinanti rappresentano una patata bollente, come ha dimostrato la questione del rischio blocco degli Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna a partire da ottobre di quest’anno. L’obbligo di fatto è stato evitato grazie ad un intervento in extremis del ministero dei Trasporti, con un emendamento al Dl Infrastrutture, ma restano le due procedure di infrazione a carico dell’Italia e le sentenze della Corte europea sul tema.