Ecco perché il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, attraverso una missiva, scritta col cuore, chiede alle nostre istituzioni di effettuare il massimo sforzo per tenere entro i nostri confini un qualcosa che gli italiani hanno sempre sentito proprio. «Ritrovo - rivela - tra i miei atti parlamentari una preziosa risposta che mi dette il sottosegretario agli Esteri Mantica, in cui veniva evidenziato come il Ministero degli Affari Esteri escludeva che da parte slovena potessero essere avanzate pretese o rivendicazioni a riguardo». Il parlamentare, poi, si appella alla legge nazionale, che recepisce quella europea, per cui è vietata l’esportazione e l’uscita definitiva delle opere d’arte dal territorio nazionale, consentendo solo esportazioni temporanee per un massimo di quattro anni. «Vale o no ancora - si chiede - questa norma? Se "sì" vale per tutti e la pala rinascimentale non può essere data alla Slovenia». A suo parere, tra l’altro, si tratterebbe di un "bene soggetto a tutela dalla Sopraintendenza", che dunque deve dare l’approvazione per l’espatrio. Ragione per cui si rivolge a chi dovere affinché si attivi subito l’iter necessario per fermare un ipotetico trasferimento che, secondo la sua particolare ricostruzione, sarebbe in procinto di essere realizzato, mediante un escamotage per cui il dipinto, apparterebbe all’ordine francescano e dunque dovrebbe tornare nella Chiesa di San Francesco a Pirano.
La “pala” della discordia pronta ad andare in Slovenia. Menia: “No a una Gioconda 2.0”
L’Italia restituirà alla Slovenia la pala rinascimentale di Vittore Carpaccio. Ad annunciarlo la tv Capodistria. La "Madonna col Bam...







