Confesso che la notizia della morte di Oliver Sacks mi ha colto impreparato. Non perché non avessi letto i suoi recenti articoli sulla malattia terminale che gli era stata diagnosticata, ma perché alcuni indizi mi lasciavano sperare che la sua fine non fosse così vicina. Ad esempio, compiendo ottantadue anni a luglio, aveva detto di temere che non sarebbe arrivato al suo «compleanno al polonio»: l’ottantaquattresimo, cioè. E si poteva immaginare che questo significasse che i dottori gli avevano dato la speranza di vedere l’ottantatreesimo, «al bismuto».
La resistenza del libro che profuma di carta
di OLIVER SACKS
Sacks aveva infatti l’abitudine di festeggiare i compleanni, suoi e altrui, con regali legati all’elemento chimico corrispondente all’età. Questa era una testimonianza del suo amore per la tavola periodica degli elementi, che gli spettatori del film Risvegli (1990) ricorderanno di aver visto in evidenza sul muro della camera del dottore interpretato da Robin Wiliams, e basato su di lui. Una copia formato tascabile della tavola la teneva sempre nel portafoglio, e me la fece vedere orgoglioso una volta che ne parlammo. Un’altra stava sulla tenda della doccia nel bagno del suo studio. E alle pareti delle varie stanze c’erano “orologi chimici”, con le ore indicate non da numeri, ma dai simboli dei corrispondenti elementi.






