La tempesta è scoppiata in rete, ma l'onda d'urto è arrivata dritta in Parlamento. La pubblicazione di immagini rubate dai social, manipolate e corredate da insulti sessisti ha rimesso al centro dell'agenda politica la questione della sicurezza digitale. A contribuire alla causa soprattutto il fatto che tra le vittime vi fossero molte parlamentari di ogni schieramento politico. Tra loro anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si dice "disgustata" dalla vicenda e chiede che i responsabili vengano puniti "senza sconti". Così, ancora prima della ripresa ufficiale dei lavori parlamentari, a Montecitorio e Palazzo Madama si è acceso il motore delle iniziative: dal Pd ad Avs, da Forza Italia a Iv, il fronte è ampio. Sul tavolo pene più severe per chi diffonde immagini senza consenso, obbligo di identità digitale per navigare sul web, stop immediato ai siti che ospitano contenuti illeciti, procedure d'urgenza per oscurare siti sessisti. Forza Italia a maggio ha presentato un ddl - a firma dei senatori Maurizio Gasparri e Pierantonio Zanettin - per affrontare il problema della mancanza di una normativa efficace che individui le responsabilità oggettive delle piattaforme, spesso con sede all'estero. "Alla ripresa dei lavori insisteremo per una sua rapida calendarizzazione in Aula", confermano i senatori azzurri.