L'ex presidente della Repubblica albanese Ilir Meta, attuale leader del Partito della Libertà all'opposizione, è stato rinviato a giudizio.
La procura speciale albanese, Spak, lo accusa di corruzione passiva, in almeno 3 casi, riciclaggio e mancata dichiarazione dei redditi.
La stessa inchiesta vede tra gli altri quattro imputati, anche la sua ex moglie, Monika Kryemadhi, parlamentare uscente, dalla quale Meta ha divorziato lo scorso anno, e anche la sua ex suocera.
Secondo la procura, dalle indagini "è emersa una serie di schemi di corruzione, l'utilizzo dell'influenza e del potere politico a favore di determinate imprese in cambio di tangenti, riciclaggio di denaro e spese non dichiarate". Meta si trova in carcere dallo scorso 21 ottobre. Il suo arresto suscitò polemiche dopo che immagini pubblicate sui social, mostravano gli agenti con il volto travisato che lo prelevavano dalla sua auto. Meta parla di rapimento e considera l'intera inchiesta nei suoi confronti una montatura gestita dal premier Rama.






