Il regista coreano Park Chan-wook torna a Venezia a vent'anni da 'Lady Vendetta' con 'No Other Choice', nuova versione del romanzo 'The Axe' di Donald E.
Westlake già trasposto da Costa-Gavras in 'Cacciatore di teste'. Nel film la sua solita violenza barocca, ma questa volta ancora più macabra ironia. Protagonista è un manager quarantenne di una cartiera, Man-soo (il Lee Byung-hun di 'Squid Game'), che ha perso il posto dopo due anni di disoccupazione. Così, disperato, convinto di ottenere un nuovo posto di lavoro adeguato alle sue ambizioni, decide di eliminare tutti i possibili concorrenti. E questo togliendoli di mezzo uno alla volta e scoprendo dentro se stesso un'inaspettata freddezza ed efficacia. Tutto parte, in questo thriller dark dalle sfumature satiriche, dalla consapevolezza di questo manager di non poter più vivere, lui e la sua famiglia, come prima. Mette così in vendita la sua amata casa, dà via i due cani ("due bocche in meno da sfamare") e disdice perfino il suo abbonamento Netflix. E questo sempre all'interno di una cinematografia, quella coreana, in cui il rapporto tra ricchezza e povertà, con la sua vergogna, è sempre elemento centrale, da 'Parasite' fino alla serie 'Squid Game'.















