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Ultimo aggiornamento: 15:08
La Carovana dei ghiacciai di Legambiente arriva per la prima volta sullo Zugspitze, la cima più alta della Germania con i suoi 2.962 metri sopra il livello del mare e documenta la fusione sempre più accelerata degli ultimi ghiacciai e la degradazione del permafrost, che qui scomparirà entro i prossimi 50 anni, aprendo preoccupanti scenari per la stabilità della montagna. La quarta tappa della campagna che da sei anni monitora i ghiacciai alpini in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, ha incluso una visita alla stazione di ricerca Schneefernerhaus, con le installazioni per la misura del permafrost. Sorvegliato speciale anche il ghiacciaio dello Schneeferner settentrionale sempre più sofferente a causa della crisi climatica: tra il 1980 e il 2023 si è più che dimezzato come area e dal 2007 al 2022 ha ridotto il suo spessore da 52 a 20 metri nella parte centrale. Di questo passo, entro il 2030 il ghiacciaio si ridurrà a poche placche ed è probabile che la sua estinzione avvenga entro il 2050. Il ghiacciaio Schneeferner meridionale è stato, invece, declassato nel 2022 a glacionevato. L’unica buona notizia riguarda il ghiacciaio Höllentalferner, che come quello italiano del Montasio, in Friuli, resiste ancora con tenacia, poiché alimentato da valanghe e protetto dalla radiazione solare dalle imponenti pareti rocciose circostanti.








