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19 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:18
Le Alpi si stanno scaldando a una velocità doppia rispetto al resto del mondo. E con esse, naturalmente, i ghiacciai, che alimentano fiumi, laghi e falde acquifere e assicurano l’acqua a milioni di persone. Per questa ragione la sesta edizione di Carovana dei ghiacciai di Legambiente è partita da Blatten, il paese nel canton Vallese che circa tre mesi fa è stato distrutto dal crollo della parete e dal collasso del ghiacciaio del Birch. E il messaggio è uno: impariamo, almeno per quanto riguarda il monitoraggio, dalla Svizzera.
Sì, perché numerose associazioni (tra cui Cipra Italia, la Fondazione glaciologica italiana, il Cai, la stessa Legambiente) chiedono da tempo una governance europea dei ghiacciai. Che parta, appunto, dal monitoraggio criosferico. Esattamente ciò che è stato fatto in Svizzera, dal 2022, quando è entrato in funzione il modello di gestione che ha permesso di mappare e geolocalizzare 89 aree a rischio tra le quali il paese di Blatten. Qui, secondo le stime volumetriche fornite dall’unità rischi naturali Canton Vallese, sono crollati il 28 maggio scorso nove milioni di metri cubi di roccia e tre milioni di metri cubi di ghiaccio: un intero comune spazzato via. Sarebbe stata una tragedia se le autorità elvetiche non avessero evacuato per tempo il borgo alpino. E così questa mattina Carovana dei ghiacciai ha simbolicamente esposto lo striscione con la scritta “Governance europea dei ghiacciai”.






