Sfruttando la sottile linea di demarcazione che esiste fra il concetto di station wagon e quello di crossover, Volvo ha svelato in Cina la nuova XC70 ibrida plug-in che si allontana dal passato (made in Sweden) e si avvicina soprattutto nel design alle recenti elettriche ES90 ed EX90.

La destinazione, per il momento, è solo il mercato interno, come sottolinea il comunicato che ribadisce che XC70 è stata "progettata per attrarre le famiglie che cercano uno stile di vita più comodo e rilassato". Il prezzo in Cina dovrebbe partire dal corrispettivo di 62mila dollari.

E' il caso della griglia completamente chiusa - che richiama quella dei citati modelli a batteria - e che è fiancheggiata da sottili gruppi ottici high tech e da una presa d'aria inferiore con shutter attivo. In generale XC70 conferma il suo 'avvicinamento' al mondo delle elettriche con una carrozzeria ancora più aerodinamica, passaruota arrotondati, maniglie a filo e portiere senza cornice.

Costruita sulla piattaforma Scalable Modular Architecture (SMA) che è una versione a marchio Volvo della Compact Modular Architecture (CMA) di Geely (il Gruppo cinese che controlla, tra le altre, anche Volvo) la XC70 ha uno schema propulsivo ibrido plug-in hybrid che combina un motore turbo benzina 1.5 con due unità elettriche, con la gestione dell'output ottenuta attraverso un cambio (DHT) a 3 rapporti dedicato ai modelli ibridi.