Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di prolungare fino alla fine del 2026 la missione UNIFIL, la missione delle Nazioni Unite che opera al confine tra Israele e Libano, e di ritirare gradualmente il personale impegnato nel paese entro la fine del 2027. Lo hanno stabilito giovedì i 15 paesi membri del Consiglio, che hanno approvato all’unanimità una risoluzione sostenuta in particolare dagli Stati Uniti, alleati di Israele. Paesi come Irlanda, Francia e Austria invece avrebbero voluto estendere ulteriormente la missione, a cui partecipa anche l’Italia.
Il governo israeliano chiedeva da tempo il ritiro della missione UNIFIL sostenendo che fornisse una protezione a Hezbollah, il gruppo politico e militare libanese che si è scontrato con Israele alla fine del 2024. Nonostante un accordo per il cessate il fuoco firmato a novembre, nei mesi scorsi Israele aveva attaccato il Libano in diverse occasioni, sostenendo di avere come obiettivi centri legati a Hezbollah.
UNIFIL è l’acronimo di United Nations Interim Force In Lebanon (Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite, in italiano). La missione fu istituita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1978 e rinnovata molte volte con lo scopo di definire il confine tra Israele e Libano, garantirne il rispetto e cercare di ottenere una tregua stabile tra i due paesi. Oggi impegna circa 10mila soldati di 50 paesi diversi, a cui si aggiungono circa 750 civili libanesi e internazionali che lavorano nelle basi della missione.












