Ancora un anno e quattro mesi. Poi, il 31 dicembre del 2026, Unifil dovrà iniziare il ritiro. Il voto di ieri del Consiglio di Sicurezza non ha lasciato margini di manovra. Il rinnovo della missione delle Nazioni Unite, in cui partecipano anche un migliaio di soldati italiani, è stato garantito, salvo sorprese, per l’ultima volta. Gli Stati Uniti hanno minacciato di porre il veto alla risoluzione firmata dalla Francia, costringendo al compromesso sul rinnovo collegato al ritiro. E questo, per il Libano, apre scenari inediti. Il primo ministro Nawaf Salam ha salutato il rinnovo della missione (al comando del generale italiano Diodato Abagnara) ringraziando l’impegno dei caschi blu e degli Stati partner. Ma la partita, in seno all’Onu, è cambiata soprattutto con la convergenza tra l’amministrazione Trump e il governo di Benjamin Netanyahu. Israele non ha mai visto di buon occhio il lavoro di Unifil, e lo hanno confermato anche le parole con cui il rappresentante presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha commentato il voto di ieri. «Per una volta, abbiamo una buona notizia dall'Onu», ha dichiarato l’ambasciatore dello Stato ebraico in un messaggio video. E l’accusa di Danon è sempre la stessa: «Unifil non è riuscita a impedire a Hezbollah di prendere il controllo dell’area».