Incomprensibile. Ma Roberto Gualtieri, sindaco di Roma ancora per un po’, ha messo nel mirino anche gli automobilisti e li vuole spennare se osano mettersi ancora alla guida dei loro veicoli: a volte viene il dubbio che li odi. Non c’è altra spiegazione rispetto alle decisioni di un’amministrazione che si infila come un insetto vorace nelle tasche dei cittadini per fare cassa, che vede nella gola dei contribuenti sangue fresco per il vampiro del Campidoglio. I cittadini stanno diventando ostaggi di autentici virus ideologici, che hanno preso freneticamente possesso degli assessori della giunta romana. C’è bisogno di una reazione civile e forte contro chi vuole chiudere la città. La Capitale non è un giocattolino con cui misurare la pazienza dei romani.

Gualtieri vuole portare a 30 km orari il limite di velocità praticamente in tutto il centro storico della città. Una superficie di circa 15 chilometri quadrati, pari tre volte a quello di Firenze. Non solo: per il sindaco e il suo assessore Eugenio Patanè, bisogna estendere la fascia verde e i varchi Ztl. Gli stalli di sosta gratuita vanno letteralmente cancellati, bisogna aumentare i ticket della sosta tariffata e andare avanti con le piste ciclabili come se non ci fosse un domani: siamo al killeraggio amministrativo contro la comunità romana. Dicono che ci sia una “logica”, una filosofia, che poi è sempre la stessa. Dovete lasciare a casa le vostre automobili e prendere i mezzi pubblici. Lo dicono quelli che non li prendono mai perché non li trovano. La città dei quindici minuti – lo slogan del sindaco in campagna elettorale – è rimasta nei cassetti del Campidoglio.