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L’ad Reynaud: "Colloqui fermi e non riprenderanno". Il titolo dell’ex monopolista crolla in Piazza Affari: -8,8%
Si sapeva da tempo che i dialoghi tra Tim e Iliad erano arrivati a un punto morto, ma quello che forse il mercato non si aspettava era l'esclusione perentoria di possibilità di dialogo future. «Non abbiamo più alcun colloquio con Tim dall'inizio di aprile e non riprenderanno», ha affermato l'amministratore delegato di Iliad, Thomas Reynaud, in seguito alla pubblicazione dei conti dell'operatore telefonico che ora è in contatto con la francese Sfr.
La notizia si è abbattuta violentemente sul titolo di Tim, che ieri a Piazza Affari ha vissuto un capitombolo come non vedeva da tempo lasciando sul terrenno l'8,8% a 0,414 euro per azione. La prospettiva di un consolidamento nel settore delle telecomunicazioni italiano, che avrebbe portato a una riduzione della concorrenza da quattro a tre operatori con infrastruttura proprietaria, era stato parte del carburante della lunga marcia dell'ex monopolista in Borsa che si era intensificata proprio dopo il matrimonio con Poste Italiane del febbraio scorso. Eppure le attese su un possibile accordo con Iliad erano rimaste vive: del resto, la convenienza di un'aggregazione era stata sostenuta da tutti gli operatori del settore, Iliad compresa. La promessa sposa designata era proprio Tim che, dopo






