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La società annuncia anche il raggruppamento di titoli. Il debito scende di 412 milioni. Fatturato a 13,7 miliardi

Arrivano due sorprese per gli azionisti di Tim. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha annunciato ieri un piano di riacquisto di azioni da 400 milioni di euro (per massimo 770 milioni di azioni ordinarie) e la proposta di un raggruppamento azionario: il 15 aprile gli azionisti dovranno votare sull'offerta di un'azione di nuova emissione ogni 10 possedute. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre la volatilità del titolo, che ormai da tempo ha imboccato una continua ascesa dall'ingresso di Poste Italiane nel capitale ma negli anni ha conosciuto anche periodi di oscillazioni corpose.

Il gruppo di telecomunicazioni ha svelato inoltre una prima occhiata sui conti del 2025, il primo anno completamente senza rete fissa, che vedranno l'approvazione del bilancio consolidato l'11 marzo. Su questo fronte l'elemento più significativo è che nell'ultimo anno il debito finanziario netto (al netto dei contratti di leasing) è sceso a circa 6,9 miliardi, in calo di 412 milioni. Un risultato ottenuto con la spinta della generazione di cassa (700 milioni nel quarto trimestre). I ricavi nell'anno si sono attestati a 13,7 miliardi, in crescita del 2,7%. I margini lordi (l'Ebitda) di gruppo è aumentato del 6,4% anno su anno a 4,4 miliardi (+5,2% nel domestico a 2,2 miliardi, +7,7% in Brasile a 2,1 miliardi di euro). La composizione del fatturato si suddivide così: 6 miliardi dalla divisione della telefonia Consume (-0,9%), la divisione Enterprise ha portato 3,5 miliardi con un forte contributo del cloud (+7%) e Tim Brasil ha fruttato ricavi per 4,2 (+4,6%).