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Giovedì la Francia, la Germania e il Regno Unito hanno avviato le procedure per riattivare le sanzioni economiche contro l’Iran per il suo programma nucleare. L’entrata in vigore delle sanzioni dovrebbe cominciare fra 30 giorni, periodo di tempo che eventualmente i tre paesi europei potrebbero usare per fare ulteriori pressioni diplomatiche sull’Iran e convincerlo a riprendere i negoziati con l’Occidente sul suo programma nucleare.
La posizione dell’Iran sulle trattative in corso si è tuttavia molto irrigidita dopo che a giugno Israele e gli Stati Uniti avevano bombardato i suoi principali siti nucleari, e non è chiaro se sarà possibile riprendere dei negoziati significativi.
Il meccanismo che consente ai paesi europei di riattivare le sanzioni (in gergo si parla di snapback) è previsto dall’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015. Quell’accordo prevedeva che l’Iran limitasse l’arricchimento del proprio uranio in cambio di un ritiro delle sanzioni economiche. L’accordo fallì nelle sue parti più importanti quando nel 2018 il presidente statunitense Donald Trump ne uscì unilateralmente, e l’Iran riprese poco dopo ad arricchire l’uranio oltre i limiti consentiti (l’Iran continua a sostenere di sviluppare il suo programma nucleare solo con fini civili, e non militari).













