Il mercato degli smartphone pieghevoli, soprattutto nel formato «a libretto», sembra entrare in una fase di consolidamento. L'arrivo di prodotti come il Galaxy Z Fold7 di Samsung hanno fatto capire che i compromessi che gli utenti dovevano, giocoforza, tollerare in passato oggi sono in buona parte superarati. All'orizzonte, secondo insistenti indiscrezioni, c'è un iPhone pieghevole atteso per 2026 e, come sempre quando arriva Apple (con l'eccezione del Vision Pro...), il decollo della categoria sarebbe più che probabile. Nel frattempo c'è un nuovo contendente al trono dei pieghevoli «grandi» ed è l'Honor Magic V5 di questa recensione.
Il cuore del formato a libretto è l'alternanza tra i due display, quello sulla «cover» e quello (quasi) da tablet all'interno. Fino a poco tempo fa, però, questa routine costringeva gli utenti ad accettare dispositivi pesanti e ingombranti, in alcuni casi anche un display esterno troppo allungato o piccolo. Con prodotti come il Fold7, la partita con gli smartphone tradizionali ha iniziato a giocarsi ad armi quasi pari. È in questo scenario competitivo che si inserisce il nuovo Magic V5, un dispositivo che per Honor arriva in scia ai precedenti tre Magic (il V4 non esiste, in Cina il 4 porta male e l'industria tech del Dragon si adegua alla cabala...) che già avevano segnato dei record in termini di spessore e ingombri. Ora Samsung è un competitor che non si può ignorare e Honor sfida i coreani puntando su due aspetti chiave: design e autonomia.








