Donald Trump tira fuori dal pantano Boeing e lo rilancia a una velocità con pochi precedenti. Il colosso aerospaziale statunitense sta emergendo come il vero vincitore della guerra tariffaria con centinaia di aerei ordinati in poche settimane e un valore di listino di oltre 200 miliardi di dollari, un po’ per esigenze commerciali dei vettori, ma soprattutto nel tentativo dei governi locali di ingraziarsi il tycoon e venire risparmiati, il più possibile, dalla scure dei dazi. E se i negoziati Washington-Pechino dovessero portare a un’intesa sui vari dossier, la Cina potrebbe arrivare a chiedere a Boeing circa 500 velivoli da distribuire ai diversi vettori nazionali, come ha rivelato Bloomberg.
Boom di aerei ordinati dalle compagnie straniere (grazie a Trump): così Boeing vince nell’era dei dazi
I Paesi cercano di «ingraziarsi» il presidente Usa e venire risparmiati dalla scure delle tariffe acquistando i jet americani. Il sorpasso su Airbus nei primi sette mesi di quest’anno






