Il caso del Var "fascista" dopo essere esploso alla Domenica Sportiva a seguito di una battuta di Adriano Panatta, sbarca pure su Repubblica ma, un po' a sorpresa, viene "smontato" da Francesco Merlo. Nella rubrica delle lettere, un lettore decide di "spezzare una lancia" nei confronti di Gianluca Manganiello, arbitro di Como-Lazio, prima giornata di Serie A, protagonista per la prima volta nella storia del calcio italiano di una "spiegazione" al pubblico allo stadio e a casa in seguito a revisione del Var. Un gol annullato annunciato con fare piuttosto enfatico: "A seguito di revisione il numero 11 della Lazio è partito in posizione di fuorigioco. Decisione finale: fuorigioco".
Parole scandite con solennità che qualche ora dopo, nella trasmissione sportiva di Rai 1, hanno fatto sorridere Panatta: "Ma si sono anche allenati per fare questi annunci?", ha sghignazzato il grande ex tennista azzurro, trionfatore in Coppa Davis nel 1976, poi capitano e infine, oggi, apprezzatissimo commentatore.
SE ANCHE L'ARBITRO CHE SPIEGA IL VAR DIVENTA FASCISTA
Li hanno costretti a tacere per anni, inermi davanti alle critiche di tifosi, giornalisti e opinionisti sportivi di ogn...
"Perché rido? Perché sembrano dei proclami di parecchi anni fa. Di parecchi anni fa, anche meno. Ma come si chiama questo signore? Maganiello si chiama? Signor Manganiello, anche se devi spiegare al pubblico, meno enfasi. Sembrava veramente piazza Venezia. Un po' troppo rigido". Il riferimento è al celebre discorso di Benito Mussolini dal balcone di piazza Venezia, il punto culminante e più drammatico del regime fascista.







