Potrebbe bastare una conchiglia a volte per combattere le apnee notturne. Stando ai risultati di uno studio ispirato da una tradizione indù soffiare all’interno di una conchiglia migliora la sintomatologia associata alle apnee notturne, verosimilmente “allenando” i muscoli respiratori.
Apnee notturne: cause, sintomi ed effetti delle macchine che le bloccano
29 Giugno 2023
Una conchiglia per rafforzare i muscoli
Il dato, raccontato con dettaglio sulle pagine dell’Erj Open Research, emerge dai test ispirati dalla pratica, diffusa in India, di soffiare lo shankh, una grossa conchiglia. Utilizzata generalmente a scopi religiosi, potrebbe però avere anche benefici per il trattamento delle apnee. E questo, spiega Krishna K. Sharma, il ricercatore dell’Eternal Heart Care Centre and Research Institute di Jaipur a capo dello studio, per una serie agli effetti meccanici prodotti quando si soffia nella conchiglia. "Il modo in cui viene soffiato lo shankh è piuttosto caratteristico: prevede un'inspirazione profonda seguita da un'espirazione energica e prolungata attraverso le labbra serrate. Questa azione crea forti vibrazioni e resistenza al flusso d'aria, che probabilmente rafforzano i muscoli delle vie aeree superiori, tra cui la gola e il palato molle, aree che spesso collassano durante il sonno nelle persone con apnee ostruttive del sonno”. Ma non solo, prosegue: “La particolare struttura a spirale dello shankh può anche contribuire a specifici effetti acustici e meccanici che stimolano e tonificano ulteriormente questi muscoli”. Non a caso gli shankn vengono pubblicizzati online come strategia per migliorare la respirazione, ma lo scopo dei ricercatori indiani era di scoprire se, nello specifico, potessero aiutare chi soffre di apnee.







