C’è un concorso, in Lituania, che premia i capelli più lunghi del mondo. Folklore? Piuttosto una celebrazione di purezza e cura

di Germano D’Acquisto

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Una volta l’anno, in una cittadina lituana dal nome impronunciabile, si radunano centinaia di donne con migliaia di metri di capelli. Una distesa di trecce epiche, chiome fluttuanti e ciocche extralong che si contendono, con candore e serietà, il titolo di “capello più lungo del mondo”. Il concorso si chiama Konkursas Pasaulio Ilgaplaukes ed è sospeso tra folklore, ossessione e identità. E la bellezza prende una forma arcaica, quasi mistica. Lì la fotocamera di Francesca Allen ha trovato materia fertile per una nuova esplorazione del femminile.

Affiancata da un’amica lituana – interprete, guida e complice – la fotografa inglese si è immersa in questa celebrazione capillare, documentando con delicatezza le protagoniste della competizione: bambine dalle chiome vergini, madri che tramandano rituali di cura, donne i cui capelli accarezzano il pavimento come estensioni viventi della memoria. Il risultato è Plaukai (che in lituano significa “capelli”), progetto fotografico che è anche un piccolo studio antropologico, una favola visiva sul corpo e le storie che si annidano fra le punte. Con un curriculum che spazia da Somerset House a The Photographers Gallery, la 32enne Francesca continua a mettere al centro della ricerca quell’età liminale che chiamiamo giovinezza. E che nelle sue immagini diventa occasione di racconto, vulnerabilità, contatto.