Nel villaggio indonesiano di Bedono, l'oceano sta erodendo la strada che porta alla casa di Karminah, ma il governo afferma di avere un piano per contenere l'innalzamento del livello del mare: una diga marina lunga 700 chilometri. Per gli abitanti che hanno visto la marea guadagnare in lunghezza, in alcune parti dell'isola di Giava, oltre un chilometro di (ex) terraferma, il progetto sembra una manna dal cielo.

"Non ci sono scuole, i bambini non possono giocare, possono solo sedersi sul marciapiede a guardare l'acqua", racconta all’agenzia di stampa France Presse Karminah, 50 anni. "L'importante è che non ci siano inondazioni da questa parte", dice indicando la strada costiera che scompare giorno dopo giorno.

Servono ottanta miliardi di dollari

Mentre il cambiamento climatico aumenta l'ampiezza delle maree e l'estrazione delle acque sotterranee provoca il cedimento del terreno, le autorità prevedono di costruire una diga lungo la costa di Giava: un investimento complessivo di 80 miliardi di dollari (quasi 69 miliardi di euro al cambio attuale) per combattere la perdita di terreno.

Il governo definisce questo futuro muro colossale "una delle nostre iniziative più importanti" per aiutare le comunità costiere dell'isola, che ospita la metà dei 280 milioni di cittadini dell’Indonesia, inclusa la capitale Giacarta. È tuttavia improbabile che il progetto venga realizzato rapidamente: il piano si estende su un arco di tempo di decenni e le modalità di finanziamento rimangono incerte, nonostante gli appelli del presidente Prabowo Subianto agli investimenti dei paesi asiatici e mediorientali. Lunedì ha inaugurato una nuova agenzia per guidare il progetto. "Non so quale presidente porterà a termine il progetto, ma noi lo inizieremo", aveva dichiarato Prabowo a giugno.