La pertosse è una malattia estremamente infettiva, e potenzialmente pericolosa. Si previene con un vaccino, che nel nostro paese si è deciso di rendere obbligatorio, visto che l’infezione può essere particolarmente grave, soprattutto per i più piccoli. Persino così però, non sempre gli sforzi di prevenzione si rivelano sufficienti: ritardare la somministrazione, anche all’interno della finestra concessa dal calendario vaccinale, espone al rischio di contrarre la malattia, e all’insorgenza di nuove epidemie. È l’indicazione che emerge da uno studio del Meyer di Firenze, appena pubblicato su Eurosurveillance.

La malattia

La pertosse è un’infezione respiratoria causata dal Bordetella pertussis. È estremamente contagiosa e causa sintomi che inizialmente assomigliano a quelli di un banale raffreddore, ma possono progredire determinando attacchi di tosse estremamente violenti, che provocano il restringimento della laringe e un caratteristico sibilo durante la respirazione.

La malattia può essere pericolosa soprattutto per i bambini più piccoli, e per ragazzi ed adulti fragili e affetti da altre patologie. In passato, è stata una delle principali cause di morte infantile anche nel nostro paese. E lo rimane ancora oggi nelle nazioni – soprattutto paesi in via di sviluppo – in cui non è diffusa la vaccinazione.