“Ero convinta che la pertosse fosse solo una malattia dei bambini. Poi ho sentito la notizia del focolaio fra i calciatori del Sassuolo. Come è possibile che un giovane si prenda la pertosse? Servono quindi dei richiami per prevenirla? Se sì, quando vanno fatti?”
“Gentile Lettrice,
la pertosse non è affatto solo una malattia dei bambini. Oggi vediamo sempre più casi anche tra adolescenti e giovani adulti. Questo avviene perché la protezione conferita dal vaccino o dall’infezione naturale non è permanente: tende a ridursi nel giro di alcuni anni, lasciando nuovamente suscettibili.
Nei più grandi, inoltre, la pertosse può presentarsi in modo meno tipico, spesso come una tosse persistente e stizzosa che può durare settimane, e proprio per questo può non essere riconosciuta subito, favorendo la trasmissione.
Per quanto riguarda i richiami, sono fondamentali: dopo il ciclo vaccinale dell’infanzia è previsto un richiamo in età adolescenziale. Successivamente, in età adulta, si raccomanda un richiamo con vaccino combinato contro difterite, tetano e pertosse (dTpa) ogni 10 anni.










