Signora Giuliana (nome di fantasia a tutela della privacy, ndr), lei è la madre di uno dei cinque ragazzini finiti in comunità per l’aggressione del 16 aprile scorso ad un diciassettenne nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Galatina. Un caso di cui si è occupato anche Fabrizio Corona, che lei ha deciso di denunciare.
«Certo, perché da quando è venuto qui a fare la sua inchiesta, la mia vita è radicalmente cambiata. Non esco più di casa, non vado neppure a fare la spesa perché sono rimasta scossa. Le nostre vite, soprattutto la mia, non sono più le stesse, malgrado io non abbia nessuna colpa».
Suo figlio tredicenne è ancora in comunità perché avrebbe, tra l’altro, colpito la vittima dell’aggressione con una cintura.
«È stata una situazione bruttissima che non dovrebbe mai succedere, sia chiaro, anche se figlia di fatti pregressi, perché anche altri hanno le loro colpe. In questi ultimi anni mio figlio e il ragazzo vittima dell’aggressione hanno avuto qualche battibecco. Roba da bambini. Poi è finito tutto, tant’è che mio figlio mi disse che avevano fatto pace e che stavano andando a mangiare una pizza insieme. Mi ha pure mandato le foto a conferma di quanto diceva. Poi sappiamo cos’è accaduto, ma io ero ignara di tutto».






