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La strana delegazione guidata dalla deputata Iacono a bordo della "Mediterranea" per un comizio anti governo

Macchine fotografiche, cellulari in registrazione. Telecamere. Giornalisti. Il molo di Trapani, Sicilia, trasformato in un set di propaganda antigovernativa. I parlamentari del Partito democratico hanno pensato a tutto prima di salire a bordo di Mediterranea, il barcone dei migranti fermato dopo aver disobbedito alle leggi dello Stato. Mancavano solo i cappelli da marinaio e i mezzi marinai, per il resto c'era tutto. Compreso il dramma. A mezzogiorno in punto, dopo essersi contati, la passerella della nave rossa si è ingolfata. Deputati nazionali, regionali, consiglieri comunali sono saliti, uno dietro l'altro, a bordo dell'imbarcazione fermata dal Viminale dopo la sua prima missione nel mediterraneo. La Ong italiana ha fatto di testa propria decidendo di attraccare e far sbarcare nel porto di Trapani i dieci migranti soccorsi a largo della Libia, invece che nel porto di Genova, come ordinato dalle autorità preposte. Un ordine ritenuto "ingiusto" ed "inumano" dal capomissione Beppe Caccia che proprio ieri lo ha ripetuto fomentando la delegazione dem. Questo, però, gli è costato un fermo amministrativo, più una multa da diecimila euro. Un provvedimento che non è piaciuto affatto a sinistra, tanto che il Pd ha organizzato di fretta e furia la spedizione per solidarizzare con la ciurma corsara della Ong.