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Con una lunga lettera viene criticata la presenza del Pd nella Flotilla del 2025 e anche ammessa la scarsità di pacchi e l’omissione di eventi chiave da parte dei giornalisti a bordo

Alla vigilia della nuova partenza della Flotilla, prevista per i prossimi giorni in direzione di Gaza, stanno emergendo nuove informazioni sulla precedente “missione”, che si è svolta a cavallo tra settembre e ottobre 2025 e che si è conclusa con l’abbordaggio di tutte le navi, l’arresto e il rimpatrio dei “flotillanti”. A parlare ora, forse per evitare che possano ripresentarsi situazioni del passato, è il capitano di una barca che ha partecipato alla Flotilla e che ha voluto togliere il velo di ipocrisia dall’azione del Partito democratico, accusandolo di aver usato la Flotilla come strumento elettorale.

“La campagna elettorale della ‘sinistra riformista’ in vista di un possibile ritorno al potere nel 2027, non è iniziata intorno al “no” al referendum ma ben prima, ovvero intorno al movimento Global March to Gaza, poi ampliatosi a Global Movement to Gaza e più recentemente, dall’estate 2025, Global Sumud Flotilla”, si legge nel lungo documento di denuncia. Qui si riferisce che il “campo largo”, intendendo il Pd, il M5s e Avs, si avvicinò, ma “fu anche avvicinato” fin dall’inizio della missione e che con questa esposizione pubblica si vuole “esporre, tramite testimonianza diretta, le manovre di cooptazione, le strumentalizzazioni elettorali, dei tre principali partiti della ‘sinistra’ di governo (Pd, Avs e M5s) che avvicinarono il movimento a puro scopo propagandistico”. Il dito viene puntato soprattutto contro alcuni esponenti del Pd, di cui non viene fatto il nome, ma si sa che a quella Flotilla parteciparono Arturo Scotto, Annalisa Corrado e Paolo Romano, che erano imbarcati sulla nave Karma dell’Arci.