Basta quiz, ora per iniziare il percorso universitario ci sarà il "semestre filtro”. Come funziona? Luci e ombre sulla nuova riforma con le voci dei protagonisti e i dati sul futuro della professione

di Chiara Nardinocchi

Dalle stravaganti domande su temi molto distanti dalle materie di studio, ai tanto discriminanti quanto costosi corsi di preparazione al test: negli ultimi 25 anni i limiti e i vizi del sistema di ingresso alle facoltà di medicina, veterinaria e odontoiatria hanno reso urgente una riforma che riuscisse a colmare le disuguaglianze e rendesse la selezione più efficace.

Così a settembre, per la prima volta, gli aspiranti camici bianchi dovranno misurarsi con il nuovo sistema messo a terra dal ministero guidato dalla ministra Anna Maria Bernini che abolisce il quiz di sbarramento e lo sostituisce con un “semestre filtro”, alla fine del quale avverrà la selezione in base al numero chiuso, o meglio “programmato”, di 24.026 posti, circa 3mila in più rispetto all’anno precedente. Abbiamo ascoltato gli attori coinvolti per capire le opportunità e i limiti della riforma, non perdendo di vista i dati sul futuro della professione.

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