Con la serie Pixel 10, Google cerca di ripensare il rapporto quotidiano con lo smartphone, utilizzando l’intelligenza artificiale. Ogni scelta, dal design ai materiali, dal sistema fotografico al chip Tensor G5, è parte di una visione che mette al centro l’interazione naturale, la semplificazione dei gesti e la capacità di anticipare le intenzioni dell’utente.

A sinistra, il Pixel 9 Pro XL, a destra il Pixel 10 Pro XL: il design è lo stesso, le dimensioni sono identiche

Com’è fatto

Abbiamo avuto modo di provare per qualche giorno il modello top tra i nuovi dispositivi presentati l il 20 agosto, il Pixel 10 Pro XL. Appena fuori dalla scatola, la prima sensazione è quella di un oggetto monolitico e molto solido. Certo, come si addice alla sigla XL, non è un apparecchio compatto: 162,8×76,6×8,5 mm, le stesse dimensioni del modello precedente, ma il peso aumenta: 232 grammi contro 221. Il retro in vetro opaco restituisce una sensazione tattile piacevole, mentre il telaio metallico lucido dona un tocco di eleganza; il comparto fotografico è sporgente rispetto al resto dello chassis ma ben integrato nel design, e in generale l’insieme trasmette coerenza e attenzione al dettaglio, qualità che si confermano anche nella scelta dei materiali, con un’ampia percentuale di elementi riciclati, tra cui vetro, alluminio e terre rare, senza rinunciare alla robustezza (c’è la certificazione IP68). Insomma, quasi tutto come prima, a parte la diversa posizione dello slot per la Sim card, che ora è in alto, in modo lasciare spazio a una seconda apertura in basso. E il comparto fotografico è leggermente diverso, quindi cover e accessori del Pixel 9 Pro XL non sono compatibili con il nuovo modello.