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La locale caccia tradizionale, che i residenti vogliono difendere e preservare, attira come sempre un grande biasimo aldilà dei confini nazionali
Ogni volta che le immagini della Grindadráp, la caccia tradizionale delle Isole Faer Oer, vengono diffuse aldilà dei confini nazionali suscitano sempre grande clamore in tutto il mondo, a causa dell'uccisione di un numero solitamente molto elevato di cetacei e anche per il grande impatto visivo che trasmette questa mattanza.
Non hanno fatto eccezione le foto e i video inerenti l'ultimo episodio in ordine cronologico che, come riferito dai volontari dell'organizzazione Sea Sheperd, si è verificato nelle giornate di lunedì 25 e martedì 26 agosto. È intorno alle ore 12.00 di due giorni fa che gli attivisti lanciano l'allarme, documentando la cruda attività di caccia che si è svolta nelle acque di Skálabotnur: si tratta, spiegano, "del sesto caso in un anno". "Solo 4 anni fa, questa spiaggia è stata teatro dell'uccisione di 1428 delfini atlantici dal ventre bianco, il più grande massacro di cetacei mai registrato nella storia", aggiungonoi volontari.






