“Supplico che siano liberati tutti gli ostaggi, che si raggiunga un cessate il fuoco permanente e che si faciliti l’ingresso degli aiuti umanitari e che venga integralmente rispettato il diritto umanitario, in particolare l’obbligo di tutelare i civili e i divieti di punizione collettiva e di spostamento forzato della popolazione”. Così papa Leone in un nuovo appello per la Terra Santa all’udienza generale. “Mi associo alla dichiarazione congiunta dei Patriarchi di Gerusalemme - ha aggiunto - che ieri hanno chiesto di porre fine a questa spirale di violenza, di guerra e di dare priorità bene comune delle persone”.
“Oltre mezzo milione di persone attualmente soffrono la fame, l’indigenza e la morte a Gaza. Entro la fine di settembre, questo numero potrebbe superare le 640.000. Praticamente nessuno a Gaza è immune dalla fame: si prevede che almeno 132.000 bambini sotto i 5 anni soffriranno di malnutrizione acuta da qui alla metà del 2026. Dietro questi numeri spaventosi ci sono vite umane: figlie, figli, madri e padri. Futuri spezzati e comunità segnate”. Lo ha detto Joyce Msuya, vice capo degli affari umanitari dell’Onu, alla riunione del Consiglio di Sicurezza, sottolineando che “non agire ora avra’ conseguenze irreversibili”. “Questa carestia non è il risultato della siccità o di qualche forma di disastro naturale. È una catastrofe creata, il risultato di un conflitto che ha causato ingenti morti, feriti, distruzione e sfollamenti forzati tra i civili - ha aggiunto - Questa carestia è anche il risultato di 22 mesi di distribuzione limitata e compromessa di forniture umanitarie e commerciali essenziali”.










