I Police non esistono più da anni ma trovano ancora il tempo per litigare pesantemente e confermare un vecchio adagio del pop-rock: una band ottiene un clamoroso successo, incide dischi di grido, fa tour milionari e poi si separa seminando odio. Hanno fatto così i Beatles, i Van Halen, i Beach Boys e i Pink Floyd. Per non citare gli Oasis, ovvero i fratelli Gallagher, in rotta per anni e tornati insieme in questo 2025 pur continuando a detestarsi.

I Police, che non sono più un gruppo vero dal 2008, hanno trovato modo di ritrovarsi in tribunale l’uno contro l’altro. O, meglio, Stewart Copeland e Andy Summers contro Sting, l’ex amico che vive da tempo in Toscana e non vorrebbe più sentir parlare di quei due. I loro rapporti si sono infatti interrotti da tempo e l’ultimo tour mondiale avvenne 17 anni fa con chiusura definitiva della storia il 7 agosto 2008, al Madison Square Garden di New York, allorché Sting, Summers e Copeland si parlavano solo tramite i rispettivi segretari.

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Tutto è accaduto ora per questione di vil denaro, naturalmente. Il chitarrista e il batterista hanno fatto causa a Sting per una questione legata alle royalties, ovvero al pagamento dei diritti delle canzoni incise a suo tempo con il marchio Police. Fonti vicine a Summers e Copeland affermano che la causa era da tempo nell’aria: «Gli avvocati hanno cercato a lungo di raggiungere un accordo extragiudiziale ma si è arrivati a una situazione di stallo. Andy e Stewart hanno deciso che non c’era altra alternativa che ricorrere al tribunale».