Secondo studi recenti esiste una correlazione che lega fisionomia famigliare e personalità. Scoprite qui chi sono i più equilibrati, i più ansiosi e i meno generosi. Mentre i figli unici...

di Stefania Medetti

L’ultima parola sull’ordine di nascita non è ancora stata scritta, ma i ricercatori aggiungono nuovi elementi all’equazione. Se per millenni la primogenitura è sempre stata considerata (e trattata) come un ruolo privilegiato, l’avvento della psicologia ha aperto nuove prospettive. Alfred Adler, lo psichiatra e psicanalista allievo di Freud, è stato il primo a ipotizzare che l’ordine di nascita potesse influenzare la personalità. Stando alla sua “Teoria dell’ordine di nascita”, il primo figlio tenderebbe ad avere una personalità assertiva, mentre il più piccolo sarebbe quello più “viziato” che, dunque, si impegna meno. Proprio per la difficoltà di misurare un ampio spettro di combinazioni - i sessi dei fratelli, l’ordine di nascita, la differenza di età, le ragioni economiche o biologiche per cui le famiglie sono più o meno numerose, la presenza di altre persone nel nucleo famigliare e la cultura di origine - per lungo tempo non è stato possibile dimostrare la validità del comune sentire in relazione all’ordine di nascita che contribuisce a formare la nostra identità, ma dentro di noi sentiamo che le dinamiche familiari sono la prima “palestra” in cui costruiamo la nostra persona nella relazione con gli altri membri. Adesso, la ricerca ha gli strumenti per iniziare a fare luce su alcuni elementi di questa complessa equazione.