Ah, la longevità. Non è più la semplice arte di sopravvivere agli anni, ma la nuova giovinezza: un’età in cui si guarda allo specchio senza più pretendere l’illusione di cancellare le rughe, bensì il lusso di dar loro un significato. È un tema che non riguarda solo la durata della vita, ma il suo peso specifico: cosa ce ne facciamo di cent’anni, se li passiamo a rimpiangere i venti?

A Porto Cervo, dal 5 al 7 settembre, la Costa Smeralda si traveste da laboratorio della vita buona. Il Longevity Festival, giunto alla quarta edizione sotto la direzione artistica di Pietro Mereu, convoca medici, genetisti, epidemiologi e scienziati per discutere del tempo e di come abitarlo. Lì dove solitamente trionfa il superfluo, dalle borse più lucenti agli yacht più smisurati, si parlerà invece del necessario: l’alimentazione, la genetica, la qualità del vivere.

Ci saranno Frank Hu e Immaculata De Vivo, dalla prestigiosa Harvard T.H. Chan School of Public Health, a discutere di nutrizione ed epigenetica; Giovanni Scapagnini, neurologo e biochimico, a raccontare i segreti cellulari dell’invecchiamento; Giuseppe Passarino, pioniere nella genetica dei centenari; e Gianni Pes, colui che ha svelato al mondo la Sardegna come una delle Blue Zone, quelle rare aree in cui la vita sembra naturalmente allungarsi.