di Ileana Sciarra
È un rientro col botto, di quelli che non ama perché tutti i riflettori saranno puntati su di lei. Giorgia Meloni è tornata lunedì sera a Roma dopo vacanze a singhiozzo, interrotte dal blitz a Washington al fianco dei leader europei e di Volodymyr Zelensky. Ieri la premier ha evitato Palazzo Chigi per lavorare da casa, nella villa al Torrino, divisa tra la scrivania e le ultime ore da trascorrere in piscina con la figlia Ginevra. Sul tavolo l’intervento che terrà oggi al Meeting di Rimini, dove il popolo di Cl scalpita per sentire quello che ha da dire dopo giorni in cui si è guardata bene dal far sentire la propria voce. Silente nonostante fosse, suo malgrado, nel bel mezzo di un incidente diplomatico con Parigi. Dal buon retiro pugliese solo un post per strizzare l’occhio allo sgombero di Leoncavallo, quasi a ricordare da che parte sta.
È la sua prima da presidente del Consiglio al tradizionale appuntamento ciellino. L’esordio nel 2022, alla vigilia delle elezioni politiche che le hanno consegnato il timone del Paese. La platea è la stessa che lunedì ha applaudito con calore la strigliata all’Europa inferta dal suo predecessore, Mario Draghi. Meloni, racconta chi l’ha sentita in queste ore, non intende ricalcare lo stesso registro, ma rivendicare, quello sì, di aver impresso un cambio di passo all’Ue, come dimostrano politiche migratorie che da Bruxelles guardano a Roma. È uno dei temi che toccherà, assieme agli altri dossier su cui crede di poter distribuire pacche sulla spalle al suo governo. Come sul lavoro, con i numeri record sull’occupazione che Meloni si appresta a snocciolare, rivendicando soprattutto la spinta impressa all’impiego femminile. La strada è ancora lunga, sia per contrastare le morti bianche che per portare ancor più in alto l’asticella degli occupati. E delle occupate, perché il problema delle donne che restano a casa, costrette a rinunciare al lavoro perché “tengo famiglia”, resta una matassa da sbrogliare.










