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Inviare droni Shahed-136 in Venezuela per "scoraggiare" una potenziale azione militare statunitense, il consiglio del propagandista russo riporta l'attenzione sull'arma della discordia Made in Iran
Mosca dovrebbe inviare droni kamikaze a Maduro per "scoraggiare" ulteriori manovre da parte delle navi da guerra degli Stati Uniti in prossimità delle acque territoriale del Venezuela. E fungere così da "deterrente" e possibile vettore per colpire tutte le istallazioni militari che affacciano sul Mar dei Caraibi.
Sarebbe questo il suggerimento - stranamente ben dettagliato e accompagnato da schemi che illustrano la portate dell'arma - proposto da Rybar, uno dei tanti blog militari russi, estremamente attivo in analisi e campagne di propaganda. Così, ancora una volta, i famigerati Shahed-136, i droni di fabbricazione iraniana che ora vengono prodotti in serie e in versioni fortemente implementate nelle capacità tecniche e prestazionali dalla Federazione Russa, rischiano di diventare il vero e proprio simbolo della "discordia" tra Washington e le potenze avversarie che si allineando con il cosiddetto asse del male, o con il nuovo "asse dello sconvolgimento" teorizzato dagli analisti geopolitici R. Fontaine e A. Kendall-Taylor.






