VODO DI CADORE (BELLUNO) - Essere ammaliati dalla vista dei monte Pelmo, Antelao e Civetta accade spesso, ma ciò non giustifica lasciare i pannolini del bebè sul piatto dopo il pranzo. Eppure è successo, solo qualche giorno fa, al Rifugio Talamini di Vodo di Cadore per l'esasperazione dei gestori che lamentano, specie quest'estate, sempre più casi di turismo cafone e non rispettoso per i sacrifici di chi quotidianamente si prodiga per servire un pasto caldo e un letto a chi ne ha bisogno. Michaela Del Favero, con l'aiuto della sorella Deborah e di altri familiari, da dieci anni gestisce la struttura, distante 7 chilometri da Vodo e appena 3 da Zoppè. Il Talamini è raggiungibile da strada asfaltata ma i più preferiscono arrivarci con una comoda passeggiata piuttosto che con l'auto. Non tanta fatica certo, ma all'arrivo per gli escursionisti si apre il cielo.
In molti casi però, anziché gioire per il traguardo raggiunto, si manifestano rabbia, frustrazione e pretese inverosimili. «Siamo esasperate perché quest'estate abbiamo sempre più turisti maleducati e incivili, e purtroppo penso che in futuro sarà sempre peggio -tuona Michaela- Si lamentano perchè non abbiamo i tavolini tutti in tinta, per menù con piatti troppo semplici. Poi ci sono comitive che prenotano per 10 persone e si presentano in 20; altri lamentano l'attesa di 40 minuti per le portate. La lista sarebbe infinita e potremmo scrivere un libro. Per cercare di scongiurare questi gesti siamo costrette nostro malgrado a mettere cartelli ovunque». E in più nel pieno caos di agosto, il caso limite. «Si è accomodata ai tavoli una comitiva di italiani che ha consumato il pasto -racconta Deborah- raccogliendo i piatti ho notato che su uno di questi era stato lasciato un pannolino da bebè. Gliel'ho fatto notare con la massima gentilezza possibile, rimarcando alla signora che c'erano dei cestini, ma mi ha risposto che non li aveva visti, neanche in bagno. Ovviamente non è così, ma ho ho taciuto, perché ne va della mia salute».









