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Ultimo aggiornamento: 14:52

Un team internazionale guidato da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Università di Roma Tor Vergata ha confermato e caratterizzato tre nuovi esopianeti della categoria ‘Nettuniani caldi’, pianeti extrasolari con dimensioni e masse simili a quelle dei giganti ghiacciati Urano e Nettuno ma che si muovono intorno alle loro stelle su orbite molto più strette (pochi giorni invece di un centinaio di anni). Le scoperte sono state rese possibili grazie al programma Hot Neptune Initiative e alle misure di alta precisione effettuate con gli spettrografi Harps all’Osservatorio La Silla dell’Eso in Cile e Harps-N installato sul telescopio nazionale Galileo dell’Inaf nelle Canarie, in Spagna, integrando i dati raccolti dal telescopio spaziale Tess della Nasa.

Tra i tre pianeti spicca Toi-5800 b, il nettuniano più eccentrico mai osservato all’interno del cosiddetto ‘deserto dei Nettuniani caldi’, una regione dello spazio dove si riscontra una marcata scarsità di pianeti di dimensioni simili a quelle di Nettuno ma su orbite molto vicine alle proprie stelle, scarsità che può essere causata da diversi fenomeni, come la migrazione planetaria, in cui l’orbita dei pianeti viene modificata, l’evaporazione atmosferica che porta a una diminuzione delle loro dimensioni o l’interazione gravitazionale con altri corpi relativamente vicini. In particolare, questa zona desertica comprende pianeti con raggi da circa 3 a 7 volte quelli terrestri e periodi orbitali inferiori a pochi giorni.