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Quest’estate ai concerti e ai festival musicali in Ungheria è diventato sempre più comune sentir partire dal pubblico un coro contro il primo ministro Viktor Orbán. Fa così: «Mocskos Fidesz, mocskos Fidesz!». Mocskos significa “sporco”, con un’accezione negativa più vicina a “lurido”, e Fidesz è il nome del partito sovranista di Orbán.
Una manifestazione così visibile e plateale di dissenso è notevole in Ungheria, dove il governo semi-autoritario di Orbán attua da tempo un’intensa repressione contro chi lo contesta e fa opposizione. È anche sintomo dei suoi livelli di consenso più bassi tra le fasce più giovani della popolazione, quelle che vanno ai festival. Ma in generale è parte di una tendenza più ampia, visto che nei sondaggi Fidesz è stato superato dal partito di Péter Magyar, il più promettente oppositore di Orbán.
Recentemente il coro Mocskos Fidesz è stato scandito sotto al palco principale dello Sziget a Budapest, uno dei festival musicali più grandi e famosi d’Europa (lo mostra il video qui sopra). Non è stato l’unico caso: a fine giugno il coro si era sentito anche durante il Pride di Budapest, che il governo aveva vietato e tentato di impedire senza riuscirci, ed è diventato una specie di costante agli eventi musicali. Il giornale ungherese 444 ha scritto che l’estate del 2025 è la “Mocskos Fidesz Summer”, paragonandola alla “brat summer” dell’anno scorso, e che il coro è il suo tormentone.






