Le ultime ricerche si erano concentrate su un anomalo rigonfiamento a ridosso delle acque del Po, nei pressi di Porto Tolle (Rovigo). L’area è di proprietà di un’impresa edile ed è poco distante dall’abitazione di uno dei due indagati, il giardiniere Andrea Tosi, che è anche l’ultima persona ad aver visto Greta Spreafico, scomparsa all’alba del 4 giugno 2022. Con lei si sono perse le tracce anche della sua Kia Picanto nera, ripresa per l’ultima volta alle 5.16 da una telecamera al varco della frazione Bonelli, sempre a Porto Tolle dove si era trasferita da qualche mese. In quell’area si pensava potesse essere sepolta l’auto con il corpo. Per le indagini sarebbe stato il primo punto fermo. Solo il cadavere potrebbe «raccontare» come è morta questa cantante rock, 53 anni, originaria di Erba (Como) con gravi problemi di salute e un passato tormentato. Ma le ricerche sono andate a vuoto. E qualche settimana fa la Procura di Rovigo ha chiesto l’archiviazione del caso. Il Gip si pronuncerà entro il 15 settembre e deciderà così le sorti dei due indagati che sono accusati di omicidio preterintenzionale, distruzione e occultamento di cadavere e sequestro di persona. Oltre ad Andrea Tosi c’è anche Gabriele Lietti, ex fidanzato di Greta.