L'ultima traccia è una telefonata ancora più misteriosa effettuata da Erika proprio la mattina della scomparsa a un radio taxi milanese, nella quale affermava di aver avuto un incidente e di non sapere dove si trovava. Erano le 4 del mattino. “Vedo del verde intorno a me” avrebbe spiegato all'operatore che, dall'altro lato della cornetta, ha richiesto ulteriori informazioni per rintracciarla, partendo dal luogo in cui era partita, ma Erika non ricordava neanche quello. All'improvviso, però, la telefonata si è interrotta. Di sicuro la sua Mini era finita con le ruote anteriori in un fosso in aperta campagna. Al momento, l'autopsia effettuata venerdì 25 luglio non ha chiarito del tutto l'accaduto, anche se ha escluso la presenza di segni di violenza, confermando solo la frattura di una costola, dovuta a una patologia alle ossa. Ciò che si sa è che la donna, intorno all'una di notte, aveva lasciato un locale di karaoke a seguito di una serata passata con amici, per poi mettersi alla guida in direzione opposta al suo appartamento a Milano. Aveva anche rifiutato l'offerta di un passaggio da parte di un amico. La storia è piena di punti oscuri. La pista dell'omicidio resta calda, come il padre della donna sostiene all’inizio: secondo lui, non può essere stato un incidente.