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A partire da domenica sera a Washington i soldati della Guardia Nazionale hanno iniziato a portare pistole alla fondina e in casi più rari fucili, seguendo l’ordine dato dal segretario della Difesa Pete Hegseth che nel fine settimana aveva «consentito l’uso della forza solo come ultima risorsa e unicamente in risposta a una imminente minaccia di morte o di gravi danni fisici». È una novità rilevante per la contestata operazione anticriminalità voluta dal presidente Donald Trump nella capitale statunitense, perché in precedenza l’indicazione era stata che i soldati avrebbero operato senza armi.
Attualmente a Washington ci sono circa 2.200 soldati della Guardia Nazionale, di cui 900 provenienti dal territorio della capitale (il Distretto di Columbia, da cui l’abbreviazione D.C.) e gli altri inviati da altri stati: Louisiana, Mississippi, Ohio, South Carolina, Tennessee e West Virginia. Questo perché la Guardia Nazionale è gestita a livello dei singoli stati.
Donald Trump parla ai soldati della Guardia Nazionale a Washington, 21 agosto 2025 (AP Photo/Jacquelyn Martin)
I soldati avevano cominciato a pattugliare Washington due settimane fa, quando Trump aveva sostenuto che nella città fosse in corso un’emergenza legata alla criminalità e che fosse necessario impiegare le forze militari per sedarla. La Guardia Nazionale è il più grande corpo di riservisti degli Stati Uniti, e di solito è impiegato per rispondere a catastrofi naturali o a gravi violazioni dell’ordine pubblico.











