Nel 2050 a scuola ci saranno meno bambini e più adulti: il calo demografico continuo, l’aumento della percentuale di migranti nella popolazione e le sfide del digitale e dell’intelligenza artificiale a chi è già nel mondo del lavoro stanno già ridisegnando le classi e anche le aule delle scuole italiane, che potrebbero da qui a venticinque anni essere molto diverse da quelle di oggi. La grande minaccia, la chiusura degli istituti per mancanza di studenti, grava soprattutto sulle aree interne che sono a rischio spopolamento. Ma potrebbe non finire così. Anzi, le piccole e piccolissime scuole e le pluriclassi - con studenti di diverse età e grado di istruzione - potrebbero non essere più un’eccezione faticosa per tenere aperti quei presidi culturali e sociali che sono le scuole, ma un modello da esportare nelle periferie delle grandi città per sostenere una rete ben distribuita di scuole in un Paese che cambia ma che ha sempre più bisogno di specializzazione e formazione a tutte le età.